Se volete vedere con i vostri occhi un esempio concreto di come la natura ci possa stupire giorno per giorno, allora le grotte di Frasassi sono il posto giusto! Incastonate nel cuore della valle marchigiana, questo posto con le sue stalattiti e stalagmiti, alte come torri, saprà stupirvi come non mai. Ma partiamo dal principio.

Prima di partire…

Io e Lorenzo abbiamo deciso Domenica scorsa di concederci una bella gita fuori porta. Dopo varie idee, decidiamo di andare appunto alle grotte di Frasassi, memori dell’esperienza vissuta qualche anno prima da Lorenzo e dal Giro d’italia, che le vedeva come protagoniste nella tappa n.6, con partenza appunto dalle grotte fino ad Ascoli Piceno. Compriamo i biglietti su TicketOne qualche giorno prima così da non dover fare la fila una volta lì, pianifichiamo un pochino le tempistiche ( a che ora partire, cosa vedere oltre le grotte) e spegniamo il pc.

Today is the day

 

Il giorno della partenza ci svegliamo prestissimo, alle 7:30 più precisamente, tanta era l’emozione che ci pervadeva, soprattutto a me, per quella giornata. Subito dopo la colazione, decidiamo di metterci in viaggio verso le 9 così da non fare tardi (avevamo la visita alle 11.15), ci rilassiamo un pò e io nel frattempo prendo appunti su Instagram dei prossimi posti da visitare tramite le pagine che seguiamo in questo momento.

Arrivati lì, parcheggiamo l’auto in uno dei parcheggi principali vicini alle grotte, dove è presente anche la biglietteria nel caso non abbiate preso i biglietti online. Questo infatti è a 10 minuti di camminata e, prima della pandemia, era possibile prendere la navetta per raggiungere le grotte. Ora il servizio è sospeso, quindi questo parcheggio è ottimo per chi vuole farsi una camminata immersi nella natura. Se invece volete prendervela con calma o non siete tipi da trekking ve ne sono altri due molto vicini, uno un pò più piccolino antistante a una rotonda poco più avanti e l’altro a due passi dall’abbazia di San Vittore, a due minuti dalle grotte.

Subito dopo essere arrivati, ci rechiamo all’entrata e aspettiamo di essere chiamati. Mancavano pochi minuti alle 11:15 ma noi fremevamo per entrare. Non vedevamo l’ora di addentrarci all’interno delle grotte, inconsapevoli di ciò che ci aspettava. E a un certo punto succede. Iniziamo a entrare, dopo aver fatto la misurazione della temperatura e ci dirigiamo in questo lungo tunnel che ci porterà poi all’ingresso delle grotte.

E poi si comincia!

La guida inizia a spiegarci che queste grotte vennero scoperte da un gruppo di speleologi giovanissimi negli anni 70 e che la prima sala, appunto, viene anche chiamata la Grotta grande del vento, poiché la prima volta che venne scoperta, uno degli speleologi intravide un foro di entrata e decise di allargarlo un pò di più per entrarci meglio. Un’attimo dopo venne “investito” da una corrente d’aria che proveniva proprio dall’interno e questo gli fece capire che al di sotto vi era qualcosa di più grande e meraviglioso da scoprire. Subito dopo questa spiegazione, infatti, la guida ci mostra la mappa delle grotte e ci dice che con lei visiteremo 5 sale delle 7 previste poichè la n. 6 e n. 7 sono visitabili solo facendo il percorso speleo-avventura, non ancora disponibile causa emergenza Covid. Se volete sapere quando questi due percorsi saranno disponibili, seguiteli qui: www.frasassi.com/ oppure sui loro canali social: www.instagram.com/grottedifrasassi/ .

Finalmente ci addentriamo all’interno delle grotte e veniamo sorpresi da uno spettacolo mozzafiato, fatto di colori stupendi che andavano dal color miele al color vaniglia, a seconda di quale minerale componeva la stalattite o stalagmite. All’interno delle varie sale vi sono alcune regole: Non si possono toccare le formazioni calcaree, si possono fare le foto ma senza flash, bisogna sempre tenere la mascherina e in ultimo è consigliabile non solo andare in bagno prima della visita ma anche tenere una maglietta sempre a portata di mano poichè all’interno la temperatura è di 14 gradi con una umidità di 98-99%.

 

Proseguiamo la visita e non facciamo a meno di fare foto ma allo stesso tempo di guardarci intorno cercando di goderci appieno ciò che vediamo in ogni sala, tanta era la bellezza che stavamo vedendo. Infatti, di fronte alle stalagmiti imponenti e alle stalattiti che venivano giù come pioggia cristallizzata dal soffitto, non riuscivo a non sentirmi come una bimba, curiosa di vedere qualcosa che fino a poco prima non aveva mai visto e desiderosa di scoprire ogni singolo dettaglio che quel posto può regalarle. A ogni angolo dicevo a Lorenzo: Dai Lore scatta una foto, è bellissimo! inutile dire che non faceva in tempo a mettere a posto la fotocamera, che subito doveva ritirarla fuori per fare un’altra foto,  e poi un’altra e un’altra ancora.  In tutto la visita è durata un’ora e mezza,  ma fidatevi se vi diciamo che questa ora e mezza per noi è volata, sembrava passata solo una mezz’ora da quando siamo entrati, invece quando siamo usciti era già ora di pranzo. E’ stata una visita meravigliosa che consigliamo di fare a tutti, dalle coppie alle famiglie con figli! Il biglietto di entrata costa 18 euro ma spenderli ne vale certamente la pena!

 

Dulcis in fundo: il tempio di Valadier

Dopo pranzo, ci rimettiamo in marcia e ci dirigiamo verso l’ultima tappa  della nostra giornata: Il tempio di Valadier. Situato in cima a una collina, questo tempio ha una nota particolare che non tanti templi hanno: E’ incastonato all’interno di una grotta e ha di fronte a sè un panorama di tutto rispetto. E’ stato eretto da Giuseppe Valadier su commissione di Papa Leone XII nel 1828 ed è stato costruito come rifugio dove i cristiani potevano chiedere il perdono. Per questo venne anche denominato ” Rifugio dei peccatori“. Al suo fianco, invece, troviamo l’eremo di Santa Maria Infra Saxa. Questa piccola chiesetta è stata costruita intorno al 1029 (viene citato in un documento di quei tempi) e nasce dall’esigenza delle monache benedettine di trovare un posto lontano dal mondo dove pregare e dedicarsi alla loro vocazione in solitudine. C’è da premettere una cosa: La salita per arrivare in cima è assai ripida, quindi non adatta a passeggini, carrozzine e quant’altro. Valutate voi, in base alla vostra prestanza fisica e alle vostre possibilità, se è il caso o meno di salire o no. Ma se lo farete, fidatevi che la fatica della salita verrà ripagata dal panorama mozzafiato che troverete in cima.  E per concludere la giornata siamo anche andati all’abbazia di San vittore, facendo una bellissima foto al colore dell’acqua cristallino che si vedeva dal ponte romano! 

 

E così si conclude la nostra gita fuori porta a Frasassi, quello che ci portiamo a casa da questa giornata è tanta serenità, tanta aria fresca nei nostri polmoni e tante belle immagini impresse nella nostra mente che faranno fatica a scomparire. Mettiamo anche nello zaino dei ricordi anche l’esperienza del ricominciare e la bellezza di stare di nuovo insieme ad altre persone e condividere insieme a loro un bellissimo panorama, anche se con la mascherina. 

E voi? Avete già visitato le grotte di Frasassi o avete segnato questa meta nella vostra checklist? E se le hai visitate, insieme al tempio di Valadier, ti va di condividere il tuo “viaggio” insieme a noi? Saremo felici di leggervi uno ad uno.

Alla prossima, viaggiatori del nostro cuore!

 

 

 

 

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